Il Museo Miniscalchi-Erizzo, proprietà dell'omonima Fondazione, ha sede in un complesso di edifici contigui nel cuore della città antica, tra piazza Erbe e il Duomo.
Il corpo di fabbrica da cui si accede al Museo (via S. Mammaso n.2/a) è un gioiello d'architettura tardo-gotica unico nel contesto urbano veronese. La facciata, impostata su tre registri, è segnata, in particolare, da un prezioso portale archi-acuto strombato in tricromia marmorea e da due grandi bifore che si aprono al centro del piano nobile. La costruzione dell'edificio risale all'ultimo quarto del sec. XV ed è assegnata ad Angelo di Giovanni, un lapicida di origine lombarda attivo a Verona.



Facciata dipinta di palazzo Miniscalchi (sec. XV).

 

Nel 1880, a ridosso dell'edificio quattrocentesco, fu costruito il solenne palazzo classicheggiante con la facciata prospettante su via Giuseppe Garibaldi su disegno dell'architetto Gustavo Strauss; l'edificio si affaccia su un vasto cortile cintato. Degno di nota è il timpano, internamente decorato con un grande rilievo raffigurante lo stemma dei Miniscalchi-Erizzo, coronato con la corona comitale, circondato da un nastro in cui sono scolpite le parole "ex concordia fratrum" e da girali.



Facciata del palazzo ottocentesco attraverso il cancello.

 

Verso il 1590 la facciata venne affrescata, secondo un gusto molto diffuso nella Verona del Cinquecento. La composizione pittorica è rispettosa delle scansioni architettoniche: tra le due bifore si legge ancora "Il banchetto di Damocle"; al secondo piano " Il giudizio di Salomone"; ai lati una figura allegorica di "Minerva" e una di "Marte". Il tutto scandito da finte nicchie, lesene, festoni di frutta e di fiori con mascheroni. Autore delle pitture fu Michelangelo Aliprandi (1527-1595), un imitatore di Paolo Veronese.
Il registro inferiore della facciata è decorato da un fregio continuo a tralci policromi animati da putti che cavalcano pantere, autore Tullio India il Vecchio (1550-1624).



Particolare della facciata.

Attraverso un vasto atrio, ricco di testimonianze dell'originaria struttura dell'edificio quattrocentesco, si accede allo scalone neoclassico che conduce al primo piano, dove, attraverso quindici sale, è allestito il Museo. Al piano terreno si apre anche uno spazio attrezzato, ricavato dalle ex-scuderie, destinato alle esposizioni temporanee che il Museo promuove.
Ogni sala espositiva del Museo è caratterizzata dalla presenza di collezioni specifiche: piccoli bronzi del Rinascimento, disegni di maestri del Cinquecento, raccolte archeologiche, armi e armature rinascimentali, arte sacra, arredi del Settecento veneto, avori, maioliche, porcellane. Il tutto ordinato secondo criteri museologici attuali, ma ambientato, grazie a dipinti e a mobili antichi, nella dimora che la famiglia Miniscalchi abitò per cinque secoli. La ricostituita "Wunderkammer" di Ludovico Moscardo - grande collezionista ed erudito del Seicento - , la biblioteca antica e la cappella domestica completano e arricchiscono il percorso museale.

 

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