Assieme alle due sale che, rispettivamente, la precedono e la seguono e con l'antistante terrazza, l'ambiente fu costruito nell'ambito della ristrutturazione tardo-ottocentesca del palazzo come indispensabile raccordo tra gli antichi edifici di via San Mammaso (sec.XV), di via S. Egidio (sec. XVI) e di Cortalta (sec.XVII) e le due ali avanzate verso via Garibaldi.



Uno scorcio della sala.

 

Il grande camino in maiolica fu qui trasferito e ricomposto da villa Pullè di Chievo, che fino al 1919 fu proprietà della famiglia Miniscalchi-Erizzo. La tipologia del camino è tipicamente trentina: le formelle di maiolica sono di manifattura faentina.
Le due consoles disposte simmetricamente ai lati dell'ingresso sono esemplari del virtuosismo ebanistico del Barocco veneto, che ebbe l'esponente maggiore in Andrea Brustolon (1662-1732).



Uno scorcio della sala.

 

La sala ospita alcuni importanti mobili (databili tra fine Cinquecento e metà Settecento) tra i quali si segnala un bell'esemplare di cassettone in noce della fine del Cinquecento (Italia Centrale) con maniglie scolpite a teste di scimmia e paraste laterali sulle quali sono intagliate raffigurazioni grottesche.



Cassettone intagliato e intarsiato
(Verona, sec. XVI).


Cassettone con maniglie a teste di scimmia
(Alto Lazio, fine sec. XVI).

 

 





















 

 


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